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PREMI NAZIONALI DI ARCHITETTURA ANCE - IN/ARCH 2005

Iniziative - Premi


PREMI NAZIONALI DI ARCHITETTURA
ANCE - IN/ARCH 2005


VINCITORI:

PREMIO NAZIONALE ANCE – IN/ARCH 2005 PER UN' OPERA REALIZZATA

FERRARI RESEARCH CENTER - Maranello


Progettista: MASSIMILIANO FUKSAS
Committente: FERRARI S.p.A. (presidente- Luca Cordero di Montezemolo)
Impresa: COGEI COSTRUZIONI S.p.A.



PREMIO NAZIONALE ANCE – IN/ARCH PER UN' OPERA REALIZZATA, PROGETTATA DA UN GIOVANE PROGETTISTA

CASA ST - Barlassina


Progettisti: ANDREA LIVERANI
ENRICO MOLTENI
Committenti: GIUDITTA SANTAMBROGIO
ENRICO TAGLIABUE
Impresa: LOCATELLI & RAGAZZO S.p.A.



PREMIO NAZIONALE “BRUNO ZEVI” PER UN SERVIZIO DI INFORMAZIONE DI MASSA.

DIETRO IL MURO MEDIATICO


Autore dell'articolo: FULVIO IRACE
Testata: IL SOLE 24 ORE (direttore Ferruccio De Bortoli)



PREMIO ANCE - IN/ARCH ALLA CARRIERA

LUIGI CACCIA DOMINIONI


La giuria ha voluto esprimere anche due menzioni per la categoria premio nazionale ance – in/arch per un' opera realizzata, progettata da un giovane progettista:

Uffici italpromo & libardo associati – Roma

Progettisti: Studio Labics (architetti. Maria Claudia Clemente, Francesco Isidori; Marco Sardella)



Chiesa di S Maria della Presentazione – Roma

Progettisti: Studio Nemesi (architetti Maria Claudia Clemente, Michele Molè)



SCHEDE SINTETICHE SUI PREMIATI


PREMIO ANCE IN/ARCH PER UN'OPERA REALIZZATA

FERRARI RESEARCH CENTER



Luogo: Maranello (MO)
Cronologia: 2001 – 2003
Progetto architettonico: Massimiliano Fuksas
Gruppo di progettazione: Giorgio Martocchia (capo progetto), Fabio Cibinel, Defne Dilber Stolfi, Adele Savino, Dario Binarelli
Strutture: Ing. Gilberto Sarti, Rimini
Impianti: AI Engineering, Torino
Committente: Ferrari S.p.A.
Impresa Costruttrice: COGEI Costruzioni SpA



Scheda di presentazione
L'edificio è nel centro del complesso della Ferrari (Maranello - Italia) che sta subendo notevoli cambiamenti e sviluppi.
La posizione del Centro Ricerche, tra il Tunnel del Vento e le officine Meccaniche, rinforza il suo ruolo nella costruzione della principale immagine della Ferrari Spa.
Questo edificio ospita gli uffici della Ferrari Technical Management.

Questo progetto è nato dal desiderio di portare l'ambiente naturale nel complesso altamente tecnologico, in modo da creare un luogo di lavoro confortevole.
Luce, acqua e bamboo sono utilizzati in maniera tale che l'edificio diventi paesaggio.

Il progetto rappresenta lo sviluppo di una nuova poetica della leggerezza. L'immagine complessiva è dominata da un volume aggettante, staccato dal resto della costruzione e sospeso sulla superficie d'acqua che copre il primo livello e si estende verso la zona dell'ingresso per 7 metri.
Le Intense e luminose scatole di cristallo e struttura minima sono l'unica connessione fisica tra i volumi.

Sopra la superficie dell'acqua varie passarelle creano una rete di collegamento tra le due sale riunioni caratterizzate dai loro rispettivi colori, ovvero rosso e giallo.
L'Acqua e la luce sono gli elementi cinetici dell'edificio, spazi definiti, grazie alla presenza di riflessi e bagliori, rendono la costruzione superiore come un contenitore di metallo prezioso.

Al centro dell'edificio, un rettangolo ordinato di bamboo capace di filtrare la luce e di rifletterla in mille differenti direzioni.
L'alchimia di questi elementi crea un micro-clima che risulta essere un perfetto esempio di architettura bio-climatica.

Il progetto, quindi, dedicato a quella fabbrica di automobili che per generazioni ha rappresentato e continua a rappresentare il sogno, diventa esso stesso luogo di poesia, magia e sogno.



PREMIO ANCE IN/ARCH PER UN'OPERA REALIZZATA PROGETTATA DA UN GIOVANE PROGETTISTA

CASA ST A BARLASSINA (MI)



Luogo: Via Piave / Via Monte Grappa, Barlassina (MI)
Cronologia: Progetto 2000-2002
Costruzione 2001-2003
Progetto architettonico: Enrico Molteni , Andrea Liverani
Collaboratori: Francesca Violi
Strutture: Studio Tecnico MSC &C, Milano
Impresa Costruttrice: Locatelli&Ragazzo spa, Barrucana di Seveso (MI)
Dati dimensionali: Terreno 1800 mq
Casa + autorimessa: 175 + 60 mq
Committente: Giuditta Santambrogio, Enrico Tagliabue
Importo lavori: 450.000 euro




Scheda di presentazione
I giovani committenti si presentano con la lista delle loro necessità: casa su un solo livello, programma degli spazi, mattoni e tetto a falde, costo massimo di 600 milioni di lire.

Importante: mantenere tutti gli alberi esistenti del giardino!
A partire da lì, il disegno si organizza su questi principi:

articolare gli spazi esterni per mezzo dei corpi costruiti in rapporto agli alberi

caratterizzare la casa per mezzo di un solo materiale, il mattone

organizzare la casa in 2 corpi distinti ma identici e separarla dall'autorimessa



La forma della casa è molto semplice, archetipica, intesa come una costruzione unitaria.
Due quadrati uguali di 9 m. di lato, poi deformati, danno origine alla pianta composta da due rombi ruotati. Le inclinazioni lavorano in pianta e in sezione, nello spazio.

L'autorimessa è separata e integrata al muro di cinta: limita lo spazio del cortile di ingresso, a forma di U chiusa. I due rombi formano un secondo cortile, quadrato, rivolto sui due grandi cedri.

I muri e la copertura sono rivestiti in listelli di laterizio color rosso massimo, posati a colla con giunto minimo. Il canale e le scossaline in inox lucido sono integrati a filo del rivestimento. Due grandi bay-window angolari si incastrano nel volume della casa.
I pavimenti sono in massello di rovere, pareti e controsoffitto rasati a gesso: la luminosità è morbida, l'interno discreto e omogeneo.



PREMIO ANCE IN/ARCH “BRUNO ZEVI”

Articolo: DIETRO IL MURO MEDIATICO



Testata: Il sole24ore del 18 giugno 2000
Autore: Fulvio IRACE



Scheda
Articolo di commento della Biennale di Architetture di Venezia del 2000 diretta da Massimiliano Fuksas intitolata 'Less aesthetics, more ethics'.

Disincantato disvelamento delle ragioni che hanno governato la rassegna del Less aesthetics, more ethics. Faccia ambigua di una mediatizzazione che ha più a che fare con l'estetica del digitale che con l'etica dello strutturale.

Ironia e levità di linguaggio come si conviene ad occasioni importanti di architettura raccontate su quotidiani non specializzati.



PREMIO ANCE IN/ARCH ALLA CARRIERA

LUIGI CACCIA DOMINIONI



Scheda Biografica
Luigi Caccia Dominioni nasce a Milano, dove attualmente vive e lavora, il 7 dicembre 1913. Nel 1936, Caccia Dominioni consegue la Laurea in Architettura e apre uno studio professionale con i fratelli Livio e Piergiacomo Castiglioni. Nonostante siano gli anni difficili dell'autarchia, a ridosso della seconda guerra mondiale, l'entusiamo per l'architettura è grande e Caccia Dominioni, insieme ai suoi colleghi, si sente stimolato ad affrontare sia tematiche di più piccola scala, quali il design dell'oggetto d'uso quotidiano e l'architettura di interni, sia sfide di più ampio respiro quali la progettazione industriale e la partecipazione a concorsi, mostre e manifestazioni.

Sono infatti di quegli anni le sue partecipazioni a diverse Triennali e ad alcuni importanti concorsi con significative soluzioni innovative.

È secondo classificato al concorso per la sistemazione del centro di Fiume nel 1939, vincitore del concorso per la sistemazione del centro di Morbegno nel 1941 e di quello per la scuola di Vimercate nel 1948.
A seguito del suo rifiuto di aderire alla Repubblica di Salò è costretto a sospendere l'attività professionale e nel 1943 si rifugia in Svizzera dove resta fino al 1945.

Al suo rientro apre un proprio studio professionale in uno degli appartamenti della storica dimora di famiglia, quel palazzo in piazza Sant'Ambrogio distrutto dai bombardamenti e realizzato nuovamente su progetto dello stesso Caccia Dominioni sul sedime dell'antica residenza.

Nel 1947 fonda assieme agli amici architetto Ignazio Gardella e avvocato Corrado Corradi Dell'Acqua la Azucena, che produrrà artigianalmente arredi e oggetti di design, tra cui le famose maniglie da lui progettate.

Gli anni del dopoguerra vedono l'architetto impegnato in numerosi progetti legati all'edilizia urbana caratterizzati dal rispetto delle esigenze rappresentative della nuova borghesia imprenditoriale lombarda.

Realizza, infatti, la casa di famiglia in piazza Sant'Ambrogio (1947-50), i condomini di via Nievo (1955), di via Massena (1958-63), di via XX Settembre (1958-64), di via Vigoni (1959), di piazza Carbonari (1960-61), l'edificio in corso Monforte (1963-64), gli uffici Loro Parisini (1951-57), le cinque sedi per uffici in corso Europa (1953-59, 1963-66), la ristrutturazione interna della Biblioteca e Pinacoteca Ambrosiana (1966), il raccordo tra la chiesa di San Fedele e la Chase Manhattan Bank di piazza Meda (1969-70).

Il grande rigore espressivo, flessibile ad ogni esigenza concreta dell'uso degli spazi, la sensibilità alle componenti tecnologiche e la perfetta padronanza dei processi formali sono alla base della "storia professionale" di Luigi Caccia Dominioni e del suo contributo di modernità europea alla cultura dell'abitare che, pur raccogliendo l'eredità della tradizione lombarda, non la vive come vincolo limitante ma piuttosto come stimolo ad armonizzare preesistenze e nuovi interventi.

L'attività di designer intrapresa già nel '47 prosegue con la progettazione e messa in produzione di un gran numero di pezzi, come la lampada da terra Monachella del 1953 , la poltrona Catilina del 1958, la maniglia Melanzana del 1960, il piccolo mobile Casaccia del 1962, il divano e la poltrona Toro del 1973, per arrivare alla panchina in metallo Monforte e alla maniglia Cristallo del 1986.

Tornando all'attività più legata all'architettura Caccia Dominioni prosegue con altre opere quali la Biblioteca Vanoni a Morbegno (1965-66), alcuni edifici religiosi come la Chiesa di San Biagio a Monza (1968), le chiese di Arenzano (1968) e di San Giuseppe a Morbegno (1988-1993), i grandi complessi residenziali di Milano San Felice (1967-1975 in collaborazione con Vico Magistretti), del Golf Club di Monticello a Fino Mornasco in provincia di Como (1972-1985), i complessi di Garbagnate e di via Mangolfa (1991-1996), la sede dell'Assicurazione Cattolica a Verona (1967-1970). Non è da dimenticare l'esperienza dei sette anni trascorsi nel Principato di Monaco (1975-1982), dove realizza quell' importante edificio residenziale che porta il nome di Parc Saint Roman.

Al 1989 risalgono il progetto per la sistemazione di piazza Santo Stefano a Bologna e lo studio per la pedonalizzazione all'interno della Fiera di Milano, al 1990 il Centro Ekotecne tra Lecce e Monteroni e, recentemente, la sistemazione di piazza San Babila a Milano, i progetti per la sistemazione di parte del palazzo sede della Banca Popolare di Verona realizzata da Carlo Scarpa e la risistemazione della Facoltà di Agraria a Bologna.

Esaminando l'opera di Caccia Dominioni, si percepisce con tutta evidenza e magnificamente espressa, la legge generale a cui egli si ispira. Lo dichiara lui stesso: "Io sono un piantista: nel senso che sulla pianta ci sono, ci muoio, sia che si tratti di un palazzo per uffici che di un appartamento di sessanta metri quadri… Sono architetto sino in fondo e trovo l'urbanistica ovunque… In realtà l'appartamento è una microcittà, con i suoi percorsi, i suoi vincoli, gli spazi sociali e quelli privati.

Mi sono sempre appassionato agli spazi piccoli e ho sempre dato l'anima per farli sembrare più grandi, ad esempio allungando i percorsi, contrariamente a una certa tendenza che tende a ridurli. L'ingresso diretto in soggiorno non lo amo perché non riserva sorprese, mentre il compito dell'architetto, io credo è anche quello di suscitare un succedersi di emozioni… I miei ingressi, le mie scale, persino i mobili sono soluzioni Urbanistiche".

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